E' strano, tornare a scrivere dopo così tanto tempo.
Parole che stentano a superare il velo inconsistente della coscienza.
Si contorcono per qualche istante nella mia mente, facendosi beffe di me e scompaiono un attimo prima che io riesca ad afferrarle.
Parole che stentano a superare il velo inconsistente della coscienza.
Si contorcono per qualche istante nella mia mente, facendosi beffe di me e scompaiono un attimo prima che io riesca ad afferrarle.
Raccontare di me, sarebbe banale.
Lasciare frammenti, come di un puzzle, o, ancora meglio, schegge di uno specchio infranto. Difficile da capire, ciascun frammento che riflette una parte di verità, un punto di vista.
Una realtà alienata dal numero di frammenti, dalla loro posizione nello spazio. Dal loro affrontare lo scorrere del tempo, che forse neanche è vero che scorre.
Tutto accade nello stesso istante, tutto è qui e non esiste più né passato né futuro.
Così è anche più triste e desolante.
Senza futuro non esiste speranza, senza passato non esistono errori che si possono correggere o quanto meno non commettere più.
Riflessioni, note stonate in una notte bollente di luglio.
Dove anche l'aria che respiro è densa e pigra.
Immobile.
Scontenta... o scontata.
